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Andrea, ora sei un vero Agnelli!
http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=70665
Diciamolo a scanso di equivoci, Andrea Agnelli ieri è stato magistrale.
A poche ore dalla filippica moralizzatrice del Capo dello Sport da due decenni, Gianni Petrucci, il Presidente della Juve, tirato in causa con toni molto duri (“furbastri, arroganti, prepotenti”), ha dato una lezione di etica, chiarezza ed educazione sportiva a chi lo Sport in Italia dovrebbe governarlo.
Andrea, ha serenamente spiegato di aver chiesto conto della disparità di trattamento a FIGC, poi TNAS e UEFA, che hanno deciso tutte di “non decidere” e, dichiarandosi incompetenti, si sono di fatto messe fuori gioco.
Solo allora Andrea ha portato le istanze in sede di giustizia ordinaria amministrativa: TAR, Prefetto di Roma e Corte dei Conti.
Stranamente, solo a quel punto Petrucci si è issato a predicatore di uno sport sano e pulito, senza doping legale e furbastri.
Quello stesso Petrucci che aveva taciuto in questi lunghi anni di deficitaria gestione della FIGC, ha fatto vaghe dichiarazioni di pace e arroganza altrui, rivolgendosi solo ai media e, come nella classica tradizione politichese italiana, senza fare nomi e cognomi, senza proporre e costruire, solo distruggere, affossare e confondere.
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Un passo indietro
da :http://transitionitalia.wordpress.com/
Molti esperti finanziari indicano problemi profondi interni all’economia – compresi opprimenti, impagabili livelli di debito pubblico e privato e lo scoppio della bolla dei beni immobili – come minacce immediate al recupero della crescita economica. Il presupposto generalmente è che, alla fine, una volta che ci si siano fatti i conti, la crescita possa e voglia riprendere. Ma gli esperti generalmente tralasciano fattori esterni all’economia finanziaria che rendono un recupero della crescita economica convenzionale praticamente impossibile. Questa non è una condizione temporanea; è essenzialmente permanente.
Tutto considerato, come vedremo nei prossimi capitoli, ci sono tre fattori primari che si presentano come ostacoli sulla strada di un’ulteriore crescita economica:
•L’ esaurimento di importanti risorse inclusi i combustibili fossili ed i minerali;
•La proliferazione di impatti ambientali derivati sia dall’uso, sia dall’estrazione di risorse
(incluso bruciare combustibili fossili) che portano a costi in continua crescita a causa di
entrambi questi impatti e dagli sforzi per evitarli e per ripulirli;
•la spaccatura finanziaria dovuta all’incapacità del nostro sistema monetario, bancario e di
investimento di sistemare sia la scarsità delle risorse, sia l’impennata dei costi ambientali.
E la loro incapacità (nel contesto di un’economia in contrazione) di risolvere l’enorme cumulo
di debito privato e pubblico che è stato generato durante i due decenni passati.
Nonostante la tendenza dei commentatori finanziari a focalizzarsi sugli ultimi due fattori, è possibile indicare letteralmente migliaia di eventi, negli anni recenti, che illustrano come tutti e tre interagiscano e stiano colpendo con sempre più forza.
Considerate un solo esempio: la catastrofe petrolifera della Deepwater Horizon del 2010 nella parte statunitense del Golfo del Messico.












